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LA CUCINA TOSCANA - Verdure, cereali, legumi e aromi
Dall'orto e dai campi arrivano i favolosi Fagioli di Sorana e gli zolfini del Pratomagno, il farro, gli asparagi, i carciofi, nonchè i sapori pieni dati dall'uso sapiente di sale, pepe, aglio, salvia, rosmarino (che è una miscela base, usata anche per insaporire il lardo a Colonnata), prezzemolo, dragoncello, origano, timo, finocchietto selvatico, chiodi di garofano, noce moscata, cannella, alloro, coriandolo, ginepro, sesamo, anice, porri, scalogno e cipolla (usata tanto quanto l'aglio).
Questi sono gli aromi che alternativamente arricchiscono tutti i piatti regionali.
LA CUCINA TOSCANA - Il formaggio
Fin dal tempo degli Etruschi, soprattutto nell'Etruria Meridionale, hanno trovato largo uso il latte ed i suoi derivati, formaggi e ricotte: ecco allora, in ogni zona, un fiorire di caci e pecorini toscani, tra cui spicca il pecorino di Pienza.
LA CUCINA TOSCANA - Il vino
Il vino è sempre stato un prodotto principe in questa terra ed è stato fatto conoscere anche alla Roma imperiale proprio dagli Etruschi.
Proveniente dalla Grecia, già tra il 700 e l'800 a.C., il vino era prodotto in tutta l'Etruria e da qui veniva esportato in varie regioni del Mediterraneo.
A quel tempo non poteva ancora essere bevuto schietto, perché fortissimo; doveva essere mescolato con abbondante acqua, usando grandi vasi dalla bocca larga che consentissero di attingerlo agevolmente.
Era l'unica bevanda riservata ai simposi e ai banchetti e veniva servito da numerosi schiavi con anfore o brocche in coppe di varia forma.
Questa cultura della vite e dell'uva non è mai stata abbandonata in Toscana ed è tra queste braccia esperte che sono stati cullati il Chianti ed il Brunello di Montalcino, per fare due nomi.
LA CUCINA TOSCANA - Il pane
Per ultimo il pane.
In Toscana esso ha una caratteristica unica ed originale: è senza sale.
La ragione è da ricercarsi nel XII secolo quando Pisa, nella rivalità che la contrapponeva a Firenze, bloccò il commercio di questo ingrediente verso la città gigliata.
Questa difficoltà di reperimento, in aggiunta al costo che ne conseguiva, fece sì che i fiorentini prendessero la decisione di fare a meno del sale nella panificazione.
Ma in fondo, a pensarci bene, non hanno fatto una grande fatica a decidere così: infatti, con tutta questa ricchezza di sapori, che bisogno ci sarebbe stato di averse il pane salato?
La Cucina Toscana: introduzione
L'olio extravergine d'oliva
La carne e il pesce
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